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Marche La costa profuma di pesce Gabicce Mare è un porto generoso. Qui le barche rientrano con il fragrante e salutare pesce azzurro che viene servito nei tipici ristorantini a due passi dal mare. A Gradara si può gustare la tipica piadina. Rientrando nella strada Statale 16 si raggiunge Pesaro.La città ha un forte legame con i piatti della tradizione come i cappelletti, tortellini serviti in brodo, le triglie al prosciutto, il coniglio in porchetta e il brodetto di pesce, ovvero la zuppa dell'Adriatico tipica anche della vicina Fano, città questa dove la cucina del pesce viene esaltata anche da calamaretti e sarde a scottadito, cioé alla griglia, e dai lumachini di mare. Fano è anche la città della salsiccia matta, la quale è preparata con la carne di scarto del maiale insaporita con sale, pepe e aglio. Ma non solo. La città della Fortuna va ghiotta anche per il suo "bazzot", un formaggio saporito che si gusta fresco e recentemente la “Moretta”, uno speciale caffè tipico inventato dai pescatori, è stato riconosciuto come cocktail internazionale. Sardegna La cucina barbaricina è fatta d’ingredienti semplici, genuini, la maggior parte è prodotta localmente e la qualità è ineccepibile: gli animali si nutrono quasi esclusivamente al pascolo e i formaggi sono prodotti artigianalmente con tecniche millenarie. In una società agropastorale come quella della Barbagia, molte donne hanno ancora il tempo di dedicarsi ad una cucina accurata e quindi ricca di sapori, tramandata di madre in figlia e offerta ai turisti nelle varie aziende agrituristiche e nei ristorantini e trattorie locali. I sardi, in generale, sono dei maestri a cucinare la carne, ma l’arrosto così come viene cotto in Barbagia è una vera rarità. Sullo spiedo viene cotta qualsiasi tipo di carne: vitello, agnello, capretto, montone, Su Tattalliu. Quest’ultimo è un particolare spiedino fatto di cuore, fegato, polmone, con pezzi di lardo per insaporire, il tutto avvolto con le frattaglie dell’agnello. Il re indiscusso dell’arrosto sardo è il porcetto. Il giovane maiale solitamente ha un peso di circa dieci chili, viene condito semplicemente con il sale e per profumarlo viene servito guarnito da foglie di mirto. La cottura richiede diverse ore, ma la carne conserva così i suoi nutrienti e la sua fragranza.Un secondo metodo di cottura del porcetto consiste nello scavare una fossa e tappezzarla di frasche, adagiandovi sopra l’animale e ricoprendolo accuratamente sempre con fronde. Dopodiché vi è un’ulteriore copertura di terra e sopra di questa viene acceso un fuoco. Questo tipo di cottura è di gran lunga più lenta della precedente ma la carne risulta essere ancora più squisita.La cottura della carne allo spiedo viene solitamente aiutata con un pezzo di lardo, a questo vengono attaccati precedentemente dei bastoncini di legno che fungono da miccia per accendere il pezzo di grasso. Gli oli incandescenti vengono fatti colare sulla carne offrendo uno spettacolo per la vista prima e per il palato poi.In sardo il porcetto viene chiamato “Su Porchéddu” e si pronuncia, a seconda della zona, o esattamente come è scritto sopra o facendo cadere la c e con l’acca aspirata preceduta dalla esse.
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