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Il Castello di Termoli
Sorge nel borgo antico di Termoli; da un lato, è parte sostanziale del sistema difensivo della città di Termoli, rientra dall’altro nel ben più vasto sistema difensivo e di controllo sul territorio. Il mastio è a pianta quadrata con un basamento, pure quadrato, a scarpa per quasi tutta la sua altezza, assumendo pertanto un aspetto tronco piramidale; gli angoli del basamento si slargano superiormente in quattro torri a pianta circolare. La piattaforma superiore al basamento fa da spalto attorno alla torre che si eleva centralmente, terminando con un coronamento a mensole triangolari adatte a sostenere in origine un camminamento a sporgere, con caditoie. Le murature sono compatte, con piccole aperture che poi furono ampliate per diventare bocche per armi da fuoco. Gli angoli sono perfettamente disposti verso i punti cardinali. Lo spessore murario è considerevole cosicché lo spazio interno è molto ridotto, quanto bastava per assolvere alle sue funzioni militari. Non è dato seguire con esattezza le vicende che nel corso dei secoli hanno interessato l’edificio.
Si suppone che il nucleo originario fosse la torre centrale e che l’intervento effettuato da Federico II abbia interessato l’ampliamento e la sistemazione dello stesso, secondo i criteri di funzionalità e di decoro in atto dappertutto. Successivamente al disastroso terremoto del 1456 il castello fu restaurato da Ferdinando I di Aragona e, dopo l’introduzione della polvere da sparo, subì, come si è detto, adattamenti all’uso delle nuove armi.